Monza Warm Up Cycling Marathon

Venerdì 27 giugno si è tenuto il warm up sull’autodromo monzese che preannuncia la gara che si svolgerà nel 2015. 300 cilclisti hanno solcato per un’ora l’asfalto di Monza.

E’ difficile trovare un appassionato di moto che non ami le bici. Anzi, è quasi impossibile e a Monza ne abbiamo avuto una conferma grandiosa.
L’autodromo, tempio della velocità e palcoscenico di sfide bellissime in Formula Uno e in Superbike, ha vissuto una serata intensa di tensione agonistica e di passione a due ruote.
Due ruote a pedale però: 300 cilclisti hanno infatti solcato per un’ora l’asfalto di Monza per darci un saggio della 12 Ore Cycling Marathon che si correrà a giugno del 2015 (presto sarà indicata la data esatta).
Venerdì 27 giugno abbiamo preso parte anche noi al Warm Up di questo evento, che si preannuncia entusiasmante. Con la nostra bici (da mountain bike ahinoi) dotata di telecamerina ci siamo intrufolati nel gruppone delle bici da corsa (diverse anche a scatto fisso) e di handbike, e abbiamo corso parte del Warm Up.
Col Warm Up serale l’organizzazione della 12 Ore Cycling Marathon ha voluto mettere a punto la competizione del prossimo anno, verificando la necessità di apportare qualche miglioria.
Il nostro responso è che la 12 Ore del 2015 sarà un successo certo. Nemmeno l’acquazzone equatoriale che ha accompagnato i riders nei primi giri è stato sufficiente a rallentarne la corsa; il grip dell’asfalto di Monza ha infatti dato prova di grande sicurezza, ma tutta l’organizzazione è stata curata in modo impeccabile.
I 300 ciclisti in corsa hanno infatti potuto contare su addetti alla sicurezza lungo il tracciato, ambulanze pronte a intervenire e una safety-car in tono con la manifestazione, una ecologica Tesla a trazione elettrica.
Al Warm Up hanno preso parte diversi appassionati di ciclismo che i nostri lettori conoscono bene. Per Radio Deejay (partner dell’evento) c’erano Linus, Albertino e Aldo Rock; Bike Channel (canale di Sky) ha seguito tutta la manifestazione con una cronaca puntuale anche dei tempi sul giro.
Tra gli appassionati abbiamo incontrato anche l’illustre chef Davide Oldani, che ha sfoggiato doti atletiche da vero corridore. Nella zona paddock l’organizzazione curata da Andrea Massimello ha allestito un villaggio con la presenza di importanti partner commerciali e tecnici.
12 Ore Cycling Marathon
Passiamo ora a parlarvi della gara di durata che si svolgerà a giugno del 2015. La 12 Ore Cycling Marathon è aperta a mille ciclisti su bici da corsa. È richiesto l’abbigliamento tecnico, il casco, le luci. Si correrà infatti dal tramonto all’alba, senza l’ausilio di luci esterne artificiali. Saranno i LED delle bici a illuminare, come tante lucciole velocissime, le curve e i rettilinei di Monza.
L’organizzazione richiede il tesseramento alla Federazione Italiana o il certificato medico per attività agonistica in corso di validità.
Si potrà correre da soli o in squadre da 2, 4 o 8 atleti. Mille atleti affronteranno il tracciato monzese nel cuore della notte, si partirà infatti al tramonto e si terminerà la gara all’alba, dopo 12 ore esatte.
Moto.it ci sarà e vi racconterà l’evento, ora dopo ora. D’altra parte il richiamo è troppo forte, le due ruote a Monza sono di casa. Anche senza un motore.
Andrea Massimello
Andrea è il cuore di questa manifestazione, ideatore e organizzatore della 12 Ore che già nel Warm Up ha dato ottima prova di sé.
Andrea, quando si correrà la 12 Ore e quali sono le caratteristiche salienti?
«La data è la fine di giugno, proprio come il Warm Up che avete appena corso. La location sarà Monza, con una somiglianza voluta alla 24 Ore di Le Mans che è la gara di endurance in bici più famosa. La 12 Ore di Monza non sarà più leggera di Le Mans, sarà un cosa diversa. Pedalare in giugno di giorno sarebbe stato noioso, la corsa notturna sarà più fresca, più emozionante e sarà vicina al mondo della musica con Radio Deejay che sarà nostro partner».
Che tipo di atleti correranno la 12 Ore?
«Abbiamo tre aree interessanti. La 12 Ore attira il mondo del Triathlon che troverà un campo di prova molto interessante. Poi ci sono il mondo dei ciclisti tradizionali e il mondo delle bici a scatto fisso, che è in crescita tanto che ci sono ragazzi che tengono medie elevatissime senza alcun problema di compatibilità con le bici col cambio. A questi tre gruppi si aggiunge l’universo dei randonneur, con Fermo Rigamonti (organizzatore della 1001 miglia) abbiamo valutato infatti di ospitare atleti che correranno da soli, coprendo nelle 12 Ore una distanza superiore ai 300 km e alla fine avranno un attestato che dimostrerà la loro impresa».
Monza ospiterà anche un villaggio notturno molto attivo.
«Sì, faremo un falò virtuale, non in spiaggia ma a Monza. Saremo intrattenuti da Radio Deejay e dallo speaker, bravissimo. Cibo e musica saranno sicuri protagonisti, avremo partner di food importantissimi come Lavazza, Rovagnati, Lauretana, Ferrero, Noberasco. Ci sarà una grande attenzione al cibo per gli sportivi, con la presenza di aziende che realizzano integratori e con altri prodotti mirati».
Radio Deejay si conferma la radio degli sportivi, qual è il vostro rapporto?
«Sì, Radio Deejay ha fatto una trasmissione bellissima, Training Center con Linus, Baldini e Cassani. Ho conosciuto Linus nel 2003 alla Maratona di New York e hanno sposato la nostra idea con entusiasmo. Alla 12 Ore avremo altri personaggi di Radio Deejay e avremo sicuramente una loro squadra in pista a Monza».
Ci sono tanti punti di comunione tra le due ruote a motore e quelle a pedale. Sei d’accordo?
«La bicicletta è un formidabile mezzo di allenamento ed è utilizzata da quasi tutti i campioni delle due e delle quattro ruote per mantenersi in piena forma fisica. Per questo spopola nel mondo delle auto, Alain Prost, Fisichella, Alonso sono molto appassionati di bici. Anche tra le moto mi vengono in mente Kevin Schwantz, Cal Crutchlow e tanti altri che amano moltissimo le biciclette.
D’altra parte le emozioni che la bici regala sono molto vicine a quelle che si vivono in moto, fare un discesa in bici e sentire la sua aderenza in piega fa quasi più impressione che in moto.
La guida della bici richiede sensibilità e anche coraggio, le stesse doti che devono avere i motociclisti durante una gara».
Andrea Perfetti, La Stampa.it

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